Piano Casa 2011, ovvero il terzo Piano Casa della serie

Alla stregua dei migliori film, anche il Piano Casa va avanti a colpi di sequel. Il Piano Casa 2011, ovvero il terzo della serie, è risevato alle aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee, a quelle con tessuti edilizi disorganici, con edifici non residenziali dismessi, in via di dismissione ovvero da rilocalizzare. Motivo per il quale si parla anche di Piano città, cui potranno ancora opporsi le Regioni, in base alle competenze urbanistiche accordate loro dalla Costituzione.

Nelle aree indicate dal nuovo Piano, sono prvisti premi di volumetrie del 20% per le abitazioni e del 10% per gli edifici non residenziali, nonché cambiamenti di destinazione d’uso in deroga agli strumenti urbanistici. Il tutto se verranno rispettati i tempi previsti di pubblicazione in Gazzetta ufficiale e di entrata in vigore il 12 maggio.

Rispetto al primo Piano Casa, che naufragò sotto i colpi delle competenze regionali, questa volta il governo sembra aver studiato un meccanismo meglio congegnato. Le Regioni, qualora volessero evitare il ricorso dei propri cittadini a questo nuovo Piano Casa, avranno pochissimo tempo per agire, con qualche margine di manovra in più prima che la norma nazionale diventi operativa. In pratica, i governatori avranno a disposizione due mesi per approvare preventivamente una legge che impedisca i cambi di destinazione in deroga ai piani regoltori. E quattro mesi per varare una legge regionale che eviti i premi volumetrici nelle aree degradate, sempre che intendano bloccare le direttive del Piano Casa 3. Tuttavia, sarà necessaria una legge regionale affinché possano diventare operative le altre due misure contenute nel pacchetto “riqualificazione aree degradate o dismesse”, ossia la delocalizzazione delle volumetrie in aree diverse e le mofiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti.

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Il Piano Casa non sarà applicabile per gli edifici abusivi o realizzati nei centri storici o nelle aree non edificabili, mentre potranno rientrarvi a pieno gli immobili condonati. Riguardo alle norme sugli standard urbanistici, antisismica, tutela ambientale, efficienza energetica e beni culturali, inoltre, non sono previste deroghe speciali. Mentre per i cambiamenti di destinazione d’uso, le modifiche dovranno portare a soluzioni compatibili o complementari.

Di fronte a questo scenario, inevitabile che le Regioni inizino già a prendere posizione. Alcune, come la Toscana, giudicano una missione impossibile la valutazione dei progetti in soli sessanta giorni. Altre stanno cercando di capire come sarà possibile armonizzare il Piano Casa 2011 con le normative regionali già in vigore.

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