In Parlamento nasce la lobby dell’Immobiliare: un “Osservatorio” formato da 100 parlamentari (di tutti gli schieramenti)

A Piazza Affari, dove è stata annunciata la nascita dell’Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare italiano, tutte le associazioni del settore immobiliare hanno levato in alto i calici. L’obiettivo dichiarato dell’Osservatorio è infatti quello di rendere nuovamente convenienti gli investimenti nel mattone, recuperando quanto perso dalla manovra Monti del 2011 ad oggi.

A guidare l’Osservatorio, in qualità di presidente, sarà il senatore catanese di Forza Italia Vincenzo Gibiino. Il quale è andato dritto al punto: «Gli italiani ricominciano a voler investire nel mattone – ha detto Gibiino – e ciò anche grazie alla rimodulazione della fiscalità realizzata con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, la cedolare secca, il leasing per l’immobiliare abitativo, l’ecobonus. Ma non basta. I prossimi mesi saranno strategici e decisivi per il rilancio del settore e per individuare nuove soluzioni normative e nuove fiscalità, utili al mercato e attrattive per gli investitori esteri».

«L’Osservatorio – ha proseguito il sen. Gibiino – vuole individuare un percorso virtuoso di riscatto del settore, contribuendo a velocizzare i tempi, portando a sintesi le posizioni della politica, rappresentata da oltre cento parlamentari dell’Osservatorio stesso, e delle associazioni di categoria. Se bene ha fatto il Governo a ridurre con la legge di stabilità la tassazione sulla casa, è però indispensabile andare ben oltre, senza perdere tempo. Il mondo dell’abitare può certamente contribuire a rimettere in moto la nostra economia, a partire dal settore dell’edilizia. È necessaria una forte defiscalizzazione per il settore, che consenta a medio-lungo termine di ritrovare una nuova redditività per chi investe nel mattone nel nostro Paese. Il sistema Italia ha il dovere di porsi l’obiettivo della ripartenza del mercato immobiliare, tassello fondamentale dell’economia nazionale, già dal 2016. Un percorso arduo, che parte da una situazione di grave difficoltà: il valore degli immobili residenziali dal 2006 ad oggi è sceso in media del trenta percento, con una contrazione annua del tre-quattro percento, una perdita di dimensioni devastanti, che oltre ad avere recato danno immenso agli italiani, ha portato il mercato a una situazione di totale immobilismo».

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Riunite alla Borsa di Milano per il Re Italy, le associazioni di categoria hanno brindato alla nascita dell’Osservatorio. «È necessario proseguire nell’opera di correzione degli errori compiuti sull’immobiliare a partire dalla manovra Monti di fine 2011», ha commentato Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che poi ha aggiunto: «Si deve, in particolare, favorire l’acquisto di immobili a fini di investimento, scomparso a causa dell’assenza di redditività provocata dalla morsa fiscale. In questo quadro è che la misura più urgente da adottare sia quella della detassazione degli immobili ad uso non abitativo, attuabile attraverso l’estensione a tale comparto della cedolare secca sugli affitti, misura da ultimo sostenuta da importanti organizzazioni dei commercianti come Confcommercio e Confesercenti».

Dunque, forse anche con colpevole ritardo, il settore dell’immobiliare e dell’edilizia si riorganizza e trova una nuova sponda politica nell’Osservatorio. Una sponda trasversale a tutti i partiti, che certo potrà essere d’aiuto in un presente sempre più caratterizzato da governi instabili e maggioranze mobili.

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Un Commento a In Parlamento nasce la lobby dell’Immobiliare: un “Osservatorio” formato da 100 parlamentari (di tutti gli schieramenti)

  1. DalProprietario commenta:

    Forse si sono svegliati tardi ma speriamo serva realmente a rilanciare il setto (e non a tutelare esclusivi interessi di parte).

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