Mercato Immobiliare: per Confedilizia nel 2011 hanno pesato l’introduzione dell’Imu e le voci di una patrimoniale

Per Confedilizia il mercato immobiliare nel 2011 è stato penalizzato – soprattutto negli ultimi mesi – dal varo dell’Imu (l’Imposta municipale unica) e dalle insistenti voci sull’introduzione di una tassa patrimoniale.

Stando ai dati raccolti dalla stessa associazione dei costruttori, il mercato immobiliare avrebbe chiuso il 2011 con un calo attorno al 3% rispetto all’anno precedente. Una flessione negativa che poteva essere evitata, commentano da Confedilizia, non ci fossero stati quegli «effetti depressivi» registrati a fine anno.

Le nuove imposte hanno penalizzato soprattutto gli investimenti su seconde case e immobili da destinare a locazione. Sulla situazione pesa anche la prolungata incertezza normativa. Ancora non sappiamo se sarà introdotta o meno la patrimoniale, mentre i Comuni non hanno ancora provveduto a determinare l’aliquota Imu per gli immobili locati. E la conseguenza diretta è stata il crollo dei contratti di locazione, con conseguente disagio al livello sociale.

Per i prossimi mesi, poi, non c’è da stare tanto allegri. Confedilizia prevede una situazione di sostanziale stasi anche nelle compravendite, con qualche accenno di segno positivo limitatamente per aree di maggior attrattiva, quali i centri storici delle città d’arte o le rinomate località di villeggiatura. E in mancanza di una ripresa dell’economia a farne le spese sarà soprattutto il settore dei mutui, anche in questo caso con inevitabili conseguenze sul piano sociale.

Confedilizia spera invece in una ripresa del settore degli affitti, sempre che i Comuni non abusino dell’Imu e che il governo si decida a introdurre, tramite provvedimento urgente, sistemi per una più elevata flessibilità contrattuale.

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Da sapere:

  • Il decreto legislativo relativo al federalismo fiscale municipale (n. 23/2011) stabiliva che l’aliquota dell’Imu, prevista in via generale nella misura dello 7,6 per mille, fosse ridotta alla metà (3,8 per mille) per gli immobili locati. Viceversa, con la disciplina dell’Imu sperimentale varata dal Governo in carica, è stata demandata ai Comuni la scelta se stabilire una aliquota differenziata per tali immobili, con possibilità di scendere fino al 4 per mille. Ma si tratta di una scelta che ben difficilmente verrà assunta, a causa della norma che prevede l’attribuzione allo Stato, in ogni caso, della metà del gettito determinato dall’applicazione dell’aliquota generale. Tale impostazione ha determinato una situazione di caduta dei contratti di locazione. In attesa che i Comuni fissino l’aliquota dell’Imu, i proprietari sono in una situazione di piena incertezza, non conoscendo il livello di fiscalità che verrà stabilito. Con riflessi particolarmente gravi sulle locazioni a canone calmierato dagli Accordi tra organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Nei Comuni in cui l’aliquota è già stata decisa, poi, all’incertezza si è sostituita la certezza di una tassazione smodata, con la fissazione di aliquote superiori a quella prevista in via generale. A Parma, addirittura, è stato stabilito che si applicherà l’aliquota del 10,6 per mille per tutti gli immobili locati; ciò che determinerà aumenti di imposizione che in alcuni casi giungeranno all’800 per cento. (fonte: Confedilizia)
  • Il Borsino immobiliare Confedilizia rileva, ogni semestre, i valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo di 105 capoluoghi di provincia (47 città del Nord, 25 del Centro e 33 del Sud con le isole). La settima edizione della pubblicazione riporta i dati che emergono dalla media della rilevazione dei due semestri del 2011. I valori minimi sono riferiti ad immobili da ristrutturare completamente. I valori massimi sono riferiti ad immobili nuovi o ristrutturati. Fra i valori massimi di compravendita si segnalano – per le zone centrali – Venezia (con una media di 9.300 euro al metro quadro), Roma (8.940 euro mq) e Milano (7.800 euro mq). I valori massimi medi in zone centrali, sono: al Nord, 3.397 euro al metro quadro; al Centro, 3.205 euro mq; al Sud con le isole, 2.351 euro mq. Per i valori minimi medi, in zone periferiche, sono stati rilevati: al Nord, 1.018 euro al mq; al Centro, 1.070 euro mq; al Sud ed isole, 782 euro mq. (fonte: Confedilizia)
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