Il Ministero dell’Economia, adesso presieduto dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti, ha manifestato la volontà di andare a fondo con la riforma del sistema Catasto. Questo perché è chiaro a tutti che le attuali rendite, su cui si basa in buona parte la tassazione immobiliare, “non sono più congrue rispetto ai valori di mercato”.
Questo indirizzo politico è messo nero su bianco con un documento pubblicato direttamente sul sito del Tesoro, www.tesoro.it, dove a una sintesi delle misure adottate con la recente Manovra fanno seguito indicazioni su ciò che il governo intende fare “in prospettiva”.
Sul documento si legge: “Per favorire una maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali e conseguire una perequazione effettiva tra i diversi territori urbani è necessario porre in essere una riforma del sistema estimativo del catasto edilizio urbano”. A tal proposito il Tesoro fa presente che per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile Ici calcolata sul totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche.
Il disegno di riforma, delineato a grandi linee nel documento, mira a costruire un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene. L’obiettivo è “assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione”.
In aggiunta, il Governo vuole anche rideterminare la classificazione dei beni immobiliari e abbandonare, per abitazioni e uffici, il concetto di vano come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la superficie.





