Condominio: via libera al riscaldamento autonomo

Nuova costruzione PisanovaLe nuove regole sul condominio, aprrovate in Senato anche con i voti del Pd, sono adesso attese al via libera della Camera. Tra le novità, la possibilità per i singoli condomini di staccarsi dal riscaldamento centralizzato, la possibilità di approvare alcune delibere a maggioranza e non più all’unanimità, maggiori poteri agli amministratori in caso di morosità dei condomini e per i lavori di messa in sicurezza, l’istituzione di un registro degli amministratori presso le Camere di Commercio, e l’obbligo per gli amministratori di stipulare una polizza di assicurazione a garanzia degli atti compiuti.

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Il provvedimento legislativo, pensato per ridurre le liti condominiali, ha suscitato reazioni discordanti. Molti ipotizzano un aumento dei costi per i condomini, soprattutto per quanto riguarda la polizza assicurativa cui gli amministratori saranno obbligati. Secondo le prime stime, queste novità riguarderanno 43 milioni di italiani, proprietari e inquilini che vivono in un condominio- Se anche la Camera dirà di sì, in pratica, cambieranno le regole condominiali per oltre la metà delle famiglie italiane, e per quattro quinti della popolazione delle grandi città.

Riscaldamento autonomo. Sarà possibile chiedere all’amministratore di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, assumendosi l’onere del pagamento delle spese straordinarie e di manutenzione. L’amministratore, da parte sua, potrà imporre la verifica degli impianti e chiedere il sopralluogo negli appartamenti per motivi di sicurezza.

Beni comuni. Non sarà più necessario ottenere l’unanimità dei condomini per le delibere volte a modificare la destinazione d’uso di un bene comune del condominio, o anche quando si intenda alienare il bene sostituendolo, nell’interesse di tutti, con un altro. L’esempio più classico: un condominio ha sfitta da tempo la casa appartenuta al portiere e non la utilizza, perché è necessario ottenere l’unanimità dei condomini per cambiarne la destinazione d’uso o venderla. La nuova legge consentirà l’alienazione del bene a maggioranza – i due terzi dei millesimi -, purché questo venga rimpiazzato con un altro sempre di interesse comune, come ad esempio alcuni posti macchina. Vietata, dunque, la monetizzazione del bene.

Obblighi per gli amministratori. Se un condomino propone una delibera, l’amministratore sarà obbligato a convocare un’assemblea entro trenta giorni, cosicché i condomini possano votarla. L’amministratore, inoltre, avrà maggiori poteri ma anche più responsabilità: sarà obbligato a stipulare una polizza assicurativa che copra almeno il bilancio annuale, dovrà essere iscritto ad un registro degli amministratori istituito presso le Camere di Commercio, dovrà agire in tempi brevi, al massimo quattro mesi, per la riscossione forzosa delle somme dovute, altrimenti potrebbe essere chiamato a risponderne in tribunale. Infine, durerà in carica due anni.

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7 Commenti a Condominio: via libera al riscaldamento autonomo

  1. raffaela commenta:

    E’ da anni che mio marito paga x la sua attivita’ commerciale rate enormi di riscaldamneto condominiale inefficiente e inutile x grandezza locali
    ha chiesto di distaccarsi con perizia di nessun aggravio e dispersione di calore insomma e’ una camorra non ci danno permesso perche’ lui paga + delle case………… che dobbiamo fare ????? Grazie

  2. ZAR GRACIELA B. commenta:

    Vorrei cortesemente, informazion sul nuovo contributo spesse di gestione del riscaldamento in quanto mi distacco dall comune servizio condominiale. la mia domanda: in che misura dovro continuare a pagare al condominio avendomi staccato dal comune servizio . Il mio contributo sarebbe legato alla ripartizione millessimale oppure ad una quota percentuale pre-estabilita?

  3. angelini rota laura commenta:

    Vorrei staccarmi dal riscaldamento condominiale e passare ad uno autonomo ma mentre i manutentori dell’impianto condominiale mi ha detto che è possibile da un punto di vista tecnico ,l’amministratore mi ha risposto che il comune di genova non permette il distacco dal condominio a favore di un impianto autonomo. E vero?

  4. DalProprietario commenta:

    Non conosco la sistuazione specifica di Genova ma è possibile che esistano, nei vari Comuni, direttive specifiche in materia. L’unico modo per scoprirlo è informarsi direttamente presso gli uffici tencnici della propria amministrazione comunale.

  5. paolo commenta:

    l impianto di contablizazione dil riscaldamento da chi viene gestitto? dall amministratore o dall ente erogante? se in un condominio non ce l unanimita? cosa succede?

  6. lily commenta:

    Vivo in un appartamento con riscaldamento condominiale 4 appartamenti e 4 negozi. Adesso la maggioranza ha deciso di mettere il riscaldamento autonomo. Io e la mia vicina vorremmo tenere la caldaia condominiale ma l’idraulico ci ha detto che è troppo grande per due appartamenti e che cmq andrebbe cambiata., in più ci comporterebbe delle enormi spese per chiudere le tubazioni che vanno nelle case dei condomini che hanno optato per l’autonomo. Quindi ci costringono a fare dei lavori molto costosi.
    Che dobbiamo fare?

  7. DalProprietario commenta:

    Dovete adeguarvi alla decisione del Condominio, non c’è altra soluzione. Mantenere la caldaia condominiale solo per due appartamenti non ha senso, e ha ragione l’idraulico. Alla lunga andreste a spendere molto di più.

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