Cedolare Secca: adesso si parla del 23% – Tutte le novità allo studio di Calderoli

Aggiornamento 03/02/2011 : Approvato il Federalismo municipale: Sblocco addizionale Irpef e Cedolare Secca sugli affitti dal 2011, Imu al posto dell’Ici dal 2014

Aggiornamento 28/01/2011 : Dopo la contrattazione con i Comuni, la cedolare secca sembra sia approdata definitivamente a una doppia aliquota, del 19 e del 21%. La nuova aliquota della cedolare secca sugli affitti, stando all’ultimo capitolo di un’estenuante telenovela, entrerà in vigore al 21%. Il proprietario di una casa che sceglie di aderire alla cedolare secca sugli affiti al 21% non potrà variare il canone di locazione per l’intera durata del contratto. Tale vincolo, si estende anche al consueto adeguamento ISTAT. Per quanto riguarda invece gli affitti concordati, l’aliquota della cedolare secca sarà fissata al 19%.

Cedolare Secca: adesso l’ipotesi più probabile è una sua introduzione al 23%, mentre l’aliquota al 20% verrebbe riservata per i contratti di locazione a canone concordato. E’ quanto emerge dal decreto sul federalismo fiscale allo studio del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, che deve fare i conti con richieste dei sindaci, equilibri politici e una maggiore equità del nuovo regime fiscale. L’aumento del 3% della cedolare secca consentirebbe di erogare contributi per le famiglie con figli a carico. Tra le altre novità allo studio di Calderoli: una tassa di registrazione al 10% per chi accatasta in ritardo le case fantasma; garanzie che sia lo stato a ripianare le perdite di gettito prodotte dalla cedolare secca; introduzione di una compartecipazione Irpef da 4 miliardi; rivedere la tassazione sui rifiuti.

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L’altalena della cedolare secca.
Sulla cedolare secca, in attesa di una sua introduzione che ancora non si sa se si avvererà e quando, stiamo assistendo a un balletto di cifre esasperante. Molto dipende dal fatto che non esistono proiezioni chiare sui possibili effetti economici che la cedolare produrrebbe, e al continuo braccio di ferro fra Comuni e Stato centrale si aggiungono adesso i delicati rapporti politici da dover mantenere, rispetto a un Governo in equilibrio precario.
Questo, in sostanza, è l’ultimo scenario prospettato dal ministro Calderoli, dove non si escludono – anzi, sono più che previste – ulteriori modifiche. Per i contratti a canone concordato la soglia con cui tassare i redditi Irpef da locazione resterebbe al 20%, mentre per quelli a canone libero passerebbe al 23%. L’aumento del 3% andrebbe incontro alle perplessità sollevate da Pd e Fli e, limiterebbe le ipotizzate perdite di gettito e servirebbe a finanziare le detrazioni per gli inquilini con figli a carico, pensate dal governo per accogliere richieste provenienti dall’Udc, e allo stesso tempo non respingere l’appello a risolvere il “conflitto di interessi” tra proprietari e affittuari paventato dal futurista Mario Baldassarri.
Non è tutto. I sindaci vogliono la garanzia che sia l’erario a farsi carico delle perdite di gettito eventualmente createsi nel passaggio da un prelievo in base al reddito a uno di tipo sostitutivo. Magari lasciando allo Stato l’80% degli introiti della cedolare e ai Comuni il restante 20%. Per ragioni di progressività Calderoli ha proposto, inoltre, che il reddito da locazione tassato al 20 o 23% entri nel calcolo del reddito lordo Irpef da utilizzare per l’accesso agli altri sgravi fiscali.

Le proiezioni sugli effetti della cedolare.
Gli effetti dell’introduzione della cedolare secca sembrano favorire i titolari di redditi più alti a discapito dei redditi più bassi. La proiezione prende le mosse dal fatto che oggi l’Irpef si paga sull’85% del canone in caso di contratto a libero mercato e sul 60,5% in caso di contratto concordato. Mentre la cedolare secca, sebbene più bassa e uguale per tutti, si pagherà sul 100% dei canoni. Da qui l’evidenza che la cedolare avvantaggerà inevitabilmente i redditi più alti, dove il vantaggio dell’abbattimento d’imponibile verrebbe comunque superato dall’abbassamento dell’aliquota. Ecco, quindi, che che con il 27% di Irpef (redditi dai 15mila ai 28mila euro) il proprietario a canone libero va praticamente in pari, mentre chi ha un concordato addirittura ci rimette. Problema che invece sparisce a partire dai redditi superiori ai 28mila euro (oggi aliquota Irpef del 38%).
Alzando l’aliquota della cedolare al 23% per i contratti a libero mercato si è reso più interessante il canone concordato (per i quali l’aliquota resta al 20%) che altrimenti nessuno avrebbe più scelto, dato che la convenienza fiscale sarebbe rimasta sempre e comunque a favore del libero mercato.
Un regime speciale è previsto per l’imposta di registro sui canoni di locazione: attualmente è del 2%, da dividersi a metà tra proprietario e inquilino. Il decreto sul federalismo prevede che continuerà a essere applicata sul contratti a libro mercato sino al 2014 mentre su quelli concordati sparirebbe da subito.
La differenza di trattamento fra redditi più bassi (penalizzati) e redditi più alti (premiati) non può non avere ripercussioni sul piano politico, soprattutto adesso che il Governo è appesso al voto della Camera. Al Governo e al ministro Calderoli il compito, dunque, di valutare se procedere a una correzione del testo per garantire una maggiore equità il sistema.

Articoli precedenti e documenti allegati:
Affitti: Tutto quello che c’è da sapere sulla cedolare secca al 20%
La Cedolare Secca sugli Affitti salta: non ci sono i soldi a copertura
Gli effetti della cedolare secca sull’Ipref. Lo studio di Confedilizia

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3 Commenti a Cedolare Secca: adesso si parla del 23% – Tutte le novità allo studio di Calderoli

  1. rosario esposito commenta:

    E’ una vergogna annunci,annunci,come la vecchia canzone di Mina parole,parole,soltanto parole.Vi sono proprietari di un appartamento fatto con sacrifici che ti aiuta ad arrivare alla fine del mese ed il governo Berlusconi composto da ricchi non si rente conto che vi è gente che ha fittato l’appartamento con contratto basso, basandosi sulla cedolare secca che sembrava legge dello stato, ora ti trovi nei guai perché magari sei un pensionato con reddito fisso e vai a pagare una aliquota alta che unita all’ICI ED AL REDDITO DI IMMOBILI SU IRPEF PAGHI OLTRE IL 50% VERGONA ANDATE A FARE… Rosario

  2. SUNIA commenta:

    l’introduzione della doppia aliquota è insufficiente ad abbassare gli affitti

    L’ipotesi di modificare il decreto sul federalismo fiscale introducendo una diversificazione di aliquota tra il canale libero e quello concordato, è secondo il SUNIA un provvedimento insufficiente. Una misura che, pur riconoscendo formalmente la necessità di favorire il canale concordato, fortemente rivendicata dal SUNIA, nella sostanza ne riduce in maniera sostanziale l’attuale vantaggio fiscale.

    Per il Sindacato degli inquilini, rimane quindi, inalterato il segno negativo di questo provvedimento che regala circa due miliardi alla proprietà più ricca senza nessuna contropartita sulla riduzione degli affitti.

    Inoltre, ora si aggiunge, fa sapere il SUNIA, anche la beffa che per ‘finanziare’ una detrazione per gli inquilini, tutta da verificare, si ‘ridurrebbe’ il regalo di tre punti percentuali. In pratica per i proprietari collocati redditualmente nell’ultimo scaglione Irpef per un affitto di 1.000 euro al mese il risparmio, rispetto all’attuale tassazione, sarebbe, con la nuova possibile formulazione del decreto, non più di 1.986 euro l’anno, ma di 1.626. in sintesi, visto che il proprietario guadagna rispetto ad oggi 1.626 euro e l’inquilino invece continuerà a pagare lo stesso affitto, saranno gli stessi inquilini a finanziare la loro eventuale detrazione Irpef.

  3. manuele commenta:

    sono sempre piu schifato da queste leggi che arricchiscono sempre di piu i ricchi …. ma mi chiedo …. quando si penserà anche alla gente comune alzando le buste paghe ? non se ne può piu di questa presa in giro di politici che si arricchiscono alla faccia di chi vive con 1200 euro mensili con figli a carico ……. siamo i pagliacci di questa europa e nessuno ci considera…. siamo in testa allle classifiche sulle cose negative….sulle cose che contano sempre piu in fondo ….. x favore BASTA !!!!!!!

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