Bonus Fiscale per trasformare la propria casa in antisismica, dal 2017

La drammatica sequenza sismica che sta colpendo il Centro Italia ha spinto il Governo a rivedere i bonus fiscale per l’adeguamento delle abitazioni alle più recenti norme antisismiche. Nella bozza della legge di bilancio 2017 sparisce la detrazione del 65% (riservato alle prime case in zone a rischio 1 e 2), in favore di un bonus progressivo dal 50 all’85%, riscuotibile in cinque anni ed esteso anche alle zone di minor rischi (categoria 3). Per l’entrata in vigore delle norme, così come presentate dal Governo, ci sarà però da attendere l’approvazione della legge da parte del Parlamento, nonché l’emanazione di un decreto ministeriale per la classificazione antisismica degli edifici.

Si amplia la platea dei possibili beneficiari. L’estensione del bonus alla categoria di rischio 3 significa allargare la platea dei possibili beneficiari di circa 2800 Comuni, per lo più del Nord Italia, compresa la città di Milano e buona parte di Roma. In più, si apre la possibilità di accedere al bonus anche per seconde case e per attività produttive. In pratica resta esclusa dal bonus la sola zona 4, nella quale rientrano 2261 Comuni.

La novità dell’aliquota progressiva. E’ stata stabilita l’attivazione del bonus dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, con un’aliquota standard del 50%. La detrazione sale al 70% se gli interventi riducono la classe di pericolo dell’immobile di una posizione nella scala di rischio, all’80% se la riduzione è di due posizioni, con un bonus di un ulteriore 5% se gli interventi riguardano le parti comuni dei condomini.

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La scala di rischio degli edifici è da definire. Perché il bonus possa divenire operativo, tuttavia, sarà indispensabile un decreto del ministro delle Infrastrutture che individui le linee guida per la classificazione di rischio sismico degli edifici e le modalità di attestazione da parte dei professionisti dell’efficacia degli interventi effettuati. Il Ddl ne impone il varo entro il 28 febbraio 2017.

A chi conviene e a chi no. Se già state svolgendo lavori di ristrutturazione, potrebbe essere conveniente anticipare i pagamenti a prima della fine dell’anno, per poter utilizzare il bonus fiscale del 65% sulle ristrutturazioni. Se dovete ancora cominciare, sarà invece opportuno attendere il decreto ministeriale, per capire in quale classe di rischio ricade il proprio immobile e in quale andrà a ricadere dopo i lavori.

Limiti di spesa e tempi di restituzione. Il tetto di spesa per intervento è stato fissato a 96mila euro e il bonus verrà restituito sempre sotto forma di detrazione Irpef, ma in cinque anni anziché in dieci. Nel tetto di spesa rientrano tutti i costi sostenuti per l’adozione di particolari misure antisismiche (in primis per la messa in sicurezza statica), compresi i costi di progettazione, documentazione e classificazione dell’immobile.

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