Affitti: Tutto quello che c’è da sapere sulla cedolare secca al 20%

Aggiornamento 03/02/2011 : Approvato il Federalismo municipale: Sblocco addizionale Irpef e Cedolare Secca sugli affitti dal 2011, Imu al posto dell’Ici dal 2014

Aggiornamento 12/01/2011 : Cedolare Secca: adesso si parla del 23% – Tutte le novità allo studio di Calderoli
Aggiornamento 01/12/2010 : La Cedolare Secca sugli Affitti salta: non ci sono i soldi a copertura

Aggiornamento 03/11/2010 - I ritardi nell’iter procedurale per il varo del decreto legislativo in materia di federalismo municipale rischia di compromettere l’entrata in vigore, a partire dal gennaio 2011, della cedolare secca sugli affitti. L’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) ha infatti chiesto al governo un nuovo rinvio dell’esame in Conferenza Unificata dello schema di decreto legislativo sul federalismo municipale, del quale fa parte l’introduzione della cedolare secca sugli affitti. L’Anci ha tuttavia consentito l’avvio dell’iter parlamentare del provvedimento, il quale dovrà comunque passare in Conferenza Unificata per l’espressione del parere, vincolato all’approvazione degli emendamenti proposti dall’Anci alla manovra economica. Una volta che il Parlamento avrà esaminato il testo in sede consultiva, e raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata, il Governo porterà nuovamente il provvedimento in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva, dopo il primo via libera il 4 agosto scorso.

L’introduzione della cedolare secca sugli affitti fa parte di un ampio decreto sul federalismo fiscale varato ieri dal Consiglio dei Ministri. Dopo un lungo e singolare balletto di cifre, questo nuovo tipo di tassazione sugli affitti è stato pensato al 20% del canone. Perché possa entrare in vigore, dal gennaio 2011, il provvedimento dovrà passare dalla conferenza Stato-Regioni e dal Parlamento, e infine tornare in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo. Una volta approvata, la cedolare secca non sarà obbligatoria. I proprietari potranno scegliere, al momento della dichiarazione dei redditi, se aderire a questo nuovo tipo di prelievo fiscale oppure restare a quello tradizionale.Poiché la cedolare secca consentirà un risparmio ai proprietari, la sua introduzione sarà accompagnata da nuove iniziative di lotta contro l’evasione fiscale nel settore immobiliare.

Cosa cambia con la cedolare secca sugli affittiChe cos’è la cedolare secca? Per cedolare secca si intende un prelievo diretto in percentuale sul canone di affitto, in sostituzione di tutte le altre tassazioni, quali Irpef e Imposta di Registro. Significa che le tassazioni sugli affitti saranno direttamente proporzionali ai canoni pattuiti, e non potranno variare in base ai redditi dei proprietari. Cosa cambia con la cedolare secca al 20%? Secondo alcune stime elaborate dal Sole24Ore, aderendo alla cedolare secca i proprietari potranno beneficiare in media di un risparmio del 22,6% rispetto alla tassazione attuale. Oggi le locazioni sono tassate in base all’aliquota marginale Irpef, applicata sull’85% del canone, per cui dipendono dal reddito del proprietario. In media gli italiani che danno in affitto una casa pagano oggi all’erario il 30,4% del canone riscosso. Col nuovo prelievo, che si applicherà sull’intero canone (senza lo sconto a forfait del 15% che oggi ripaga il proprietario per le spese di manutenzione), ecco allora che si determina uno sconto medio del 22,6% rispetto al regime tradizionale.

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Cosa cambia per gli “affitti concordati”? Al momento il Consiglio dei Ministri ha pensato ad una sola cedolare secca, al 20% anche per gli affitti concordati. Perché al 20%? L’aliquota è stata calcolata in base a quanto l’erario pensa di recuperare con la lotta all’evasione fiscale nel settore immobiliare. Non è quindi escluso che, prima del varo definitivo, l’aliquota possa essere ritoccatra, tanto per gli affitti semplici quanto per quelli concordati. Con la cedolare secca al 23% ipotizzata alla vigilia del decreto attuativo sarebbe caduto un quarto dell’imposta generata dal mattone, cioè circa 1,8 miliardi sui 7,5 calcolati da Economia e Territorio. Ma dato che la strategia della cedolare prevedeva l’emersione degli affitti in nero, stimata in quasi un miliardo (seconde case escluse), sarebbe stata sufficiente l’emersione del 60% dell’evasione per andare in pari con il gettito.

Quali sanzioni sono previste? Si calcola che ogni anno sfuggano al fisco 500mila contratti di affitto. Per farli emergere è prevista l’introduzione di una riduzione d’autorità dei canoni di affitto qualora i contratti in nero non vengano regolarizzati entro il 2010. Nelle intenzioni del legislatore la norma incentiverà gli inquilini a denunciare i proprietari delle loro abitazioni, in quanto il canone imposto d’autorità sarà molto basso, pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, in alcune ipotesi circa un terzo del canone pagato in nero.

Aggiornamento 06/08/2010 - Secondo quanto trapelato oggi la cedolare secca assorbirà l’Irpef, le relative addizionali e l’imposta di bollo. Resta cioè esclusa dalla cedolare al 20% l’imposta di registro, che dovrà essere pagata anche da chi decide di passare al nuovo regime tributario.

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61 Commenti a Affitti: Tutto quello che c’è da sapere sulla cedolare secca al 20%

  1. biagi giancarlo commenta:

    le società immobiliari di gestione potranno usufruire della cedolare secca ?

  2. dalproprietario commenta:

    Per il momento potranno usufruire della cedolare secca solo le persone fisiche che proprietarie di immobili ad uso abitativo. Quindi, allo stato attuale delle cose, le società di gestione immobiliare resteranno escluse.

  3. betty commenta:

    la cedolare secca viene utilizzata anche per gli affitti riscossi all’estero?

  4. dalproprietario commenta:

    al momento non è dato saperlo.

  5. francesca commenta:

    Dunque la cedolare secca, prevedendo una tassazione all’origina, non grava sui redditi della persona fisica?
    quindi non deve essere dichiarata neanche nell’isee?
    Per beneficiare della nuova legge è necessario attendere il 1 gennaio 2011?

  6. dalproprietario commenta:

    Sì, salvo imprevisti, la legge scatterà dal 1 gennaio 2011. Chi sceglierà di passare alla cedolare secca, poiché si tratta di una tassazione all’origine, non dovrà inseire gli introiti collegati nella dichiarazione dei redditi. Ma sono sempre redditi, che andranno quindi indicati nella certificazione isee.

  7. dalproprietario commenta:

    dal Sole24Ore: Comuni Attendisti.

    29 sett 2010 – Sulla cedolare secca prevale nel Nord-Ovest la linea attendista: i comuni aspettano di conoscere il testo definitivo del decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale (approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri del 4 agosto e in attesa di approdare all’esame delle commissioni parlamentari per il parere) per stimare effetti. In base al testo attuale, la cedolare al 20% sugli affitti – che prenderebbe il posto, a scelta del proprietario, delle aliquote progressive dell’Irpef – dovrebbe entrare in vigore a inizio 2011, mentre le altre imposte immobiliari destinate alle casse comunali saranno operative dal 2014; di pari passo, però, scompariranno i trasferimenti erariali. «È positivo il fatto che il gettito sarà acquisito dai comuni, senza trasferimenti erariali. Ma in termini di bilancio, ci vorrà tempo perché il provvedimento possa produrre i suoi effetti – afferma Francesco Miceli, assessore comunale al Bilancio di Genova –. Inoltre, così come è formulata, la norma è poco attraente perché non dà ai comuni alcuna leva per applicare la cedolare e, almeno per i primi cinque anni, è confermata la “vecchia” distribuzione delle risorse dal centro, attraverso un fondo perequativo». Resta in attesa delle norme attuattive Gianguido Passoni, assessore al Bilancio di Torino, «perché solo quando sapremo come il governo deciderà di ripartire i fondi nel periodo di transizione – spiega – potremo fare le prime stime». Difficile, ma possibile, fare delle valutazione sul gettito potenziale, anche perché l’adesione alla cedolare sarà lasciata alla libera scelta del contribuente.

    A Genova, per esempio, secondo un’elaborazione del Sole 24 Ore, il gettito Irpef derivante dagli affitti è di circa 67,5 milioni, mentre a Torino raggiunge quasi 110 milioni. Cifre destinate a calare se venisse applicata la nuova forma di imposizione “secca”: così per gli enti locali la speranza è che ci sia almeno un recupero dell’evasione, stimata in 8,8 milioni nel capoluogo ligure e in 20,6 in quello piemontese. Auspicio condiviso dall’Anci Piemonte, anche se la presidente Amalia Neirotti non nasconde i suoi dubbi: «Credo che i risultati non saranno uniformi, dato che l’introito maggiore riguarderà soprattutto i comuni più grandi, dove la presenza di immobili in affitto è consistente, come nelle città universitarie». Per gli enti locali più piccoli, dunque, la variazione del volume delle entrate «potrebbe trasformarsi – lancia l’allarme Neirotti – in un’ulteriore riduzione dei trasferimenti dallo stato, che assottiglierebbe ancora di più le risorse a disposizione dei comuni».

    «Nei comuni liguri – aggiunge il segretario dell’Anci locale, Pierluigi Vinai –, che sono perlopiù di piccole dimensioni, prevale la convinzione che i contribuenti continueranno a preferire l’attuale tassazione Irpef e che non vi sarà un vantaggio sostanziale per le entrate». Nessuna valutazione ufficiale, dunque, sul gettito futuro, solo stime ed elaborazioni. A cui si affiancano le cautele degli amministratori: «La lettura della cedolare come soluzione all’evasione, a mio parere, è molto ottimistica» commenta ancora Passoni. Molte le perplessità sul fronte dei controlli, elemento fondamentale del federalismo fiscale. Tra Anci e agenzia delle Entrate esistono già degli accordi per contrastare l’evasione: «Si tratta di accordi nazionali che abbiamo sottoscritto anche a livello regionale – spiega Neirotti – e prevedono forme di collaborazione. Occorrerà valutare gli strumenti più adatti per attuare questa cooperazione focalizzata sull’ambito immobiliare; ma sarà anche necessario capire in concreto qual è il contributo che i comuni possono dare: negli uffici tributi il personale non abbonda e le difficoltà aumentano nei centri minori».

    A Torino, i controlli incrociati condotti da comune e agenzia delle Entrate nel corso dell’ultimo anno hanno prodotto 352 segnalazioni, delle quali 78 riguardavano contratti d’affitto non registrati o altre irregolarità legate alla gestione di immobili. Occhi puntati sulla collaborazione per combattere l’evasione anche a Genova: nel capoluogo ligure le segnalazioni sono state circa 200, molte delle quali relative a situazioni passibili di accertamento sintetico. «Il prossimo passo – dice Miceli – sarà concentrare l’attenzione sull’evasione immobiliare».

    Il decreto. Secondo lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale, i tributi relativi agli immobili saranno incassati direttamente dai comuni, a partire dalla cedolare secca sugli affitti, che dovrebbe entrare in vigore nel 2011. Le altre imposte, invece, saranno a regime nel 2014.

    La gestione. Per i primi cinque anni, gli introiti della cedolare saranno versati in un fondo di riequilibrio gestito a livello nazionale. Nei decreti attuativi saranno stabilite le regole per definire gli importi da destinare ai comuni

    I contribuenti. La scelta della cedolare al 20% invece dell’imposizione Irpef sarà opzionale. Agli inquilini, invece, da gennaio 2011, potranno essere concessi sconti sul canone tra il 70% e il 90% rispetto ai prezzi di mercato se denunceranno situazioni irregolari

  8. Investire negli USA commenta:

    Ho scovato questo blog con Bing, ed è davvero interessante. Complimenti, tornerò a leggere il vostro blog.

  9. mario del campo commenta:

    HO CEDUTO UN NEGOZIO IN AFFITTO LA CEDOLARE SECCA VARRA’ ANCHE IN QUESTO CASO?

  10. dalproprietario commenta:

    Difficile dirlo… Al momento la cedolare è prevista solo per il residenziale.

  11. edoardo commenta:

    Quando sarà possibile sapere se gli affitti non residenziali possono ricadere nell’opzionalità della cedolare secca ?

  12. dalproprietario commenta:

    Al momento non sappiamo nemmeno se entrerà in vigore dal 2011 la cedolare secca per i residenziali, figurarsi azzardarsi a fare previsioni per i non residenziali!

  13. Enrica commenta:

    Dopo un accertamento della GdF che ha rilevato come il contratto di comodato d’uso a cui era soggetta la mia locazione fosse fittizio, a tutt’oggi non mi è stato sottoposto dalla proprietà alcun contratto. Se la firma e conseguente registrazione dello stesso dovesse slittare oltre il 31/12, si applicherebbe la riduzione del canone di affitto pari a tre volte la reddita catastale?

  14. dalproprietario commenta:

    No Enrica, questa normativa non è ancora entrata in vigore.

  15. Enrica commenta:

    Ti ringrazio, almeno una cosa è certa ne garbuglio in cui mi trovo.
    Ora resterà da combattere su una bozza di contratto arrivata or ora e che ha dell’assurdo.
    Solo qualche esempio. La modalità di corresponsione del canone di affitto è prefissata in contanti (ed essendo inferiore ai 5.000 euro credo che sia fattibile per Legge), la proprietà si vorrebbe riservare comunque di rilasciare ricevuta entro una settimana il che è inconcepibile. Così come pretenderebbe che dichiarassi che questa non è prima casa pur avendovi eletto residenza dall’anno scorso e avendo tutte le forniture regolarmente intestate. Non esistono Certificazioni Energetiche, per la seconda volta in un anno mi viene chiesto di pagare la metà delle spese di registrazione (avevo già partecipato a quelle del contratto di comodato fittizio) e mi viene richiesta per laseconda volta la corresponsione del deposito cauzionale effettuata già l’anno scorso ( per fortuna con assegno tracciabile).

    Scusa lo sfogo ma sono un po’ innervosita da certe prepotenze, ti ringrazio comunque dell’attenzione e penso che presterò molto orecchio al tuo blog.

  16. Mirella commenta:

    Devo pagare la tassa annuale sugli affitti perchè mi scade entro gennaio se passa la legge pensi che me la rimborsino?

  17. dalproprietario commenta:

    Primo: la legge non passa. Secondo: non rimborsano alcunché.

  18. alessandro artuso commenta:

    attualmente percepisco 2 affitti da altrettanti appartamenti realizzati in un palazzo di interesse storico artistico.la tassazione e’ data dalla rendita catastale piu’ bassa degli immobili del quartiere.con la cedolare secca cosa mi cambia?

  19. dalproprietario commenta:

    Scegliendo di passare alla cedolare secca pagherai come imposta una percentuale fissa su tale rendita, e non più un’imposta parametrata al tuo reddito e prelevata tramite l’Irpef.

  20. sebastiano commenta:

    posso chiedere al mio commercialista di passare alla cedolare secca sull’affitto che percepisco dal locale da uso commerciale
    grazie

  21. dalproprietario commenta:

    no, per il momento la cedolare secca non è prevista per gli immobili commerciali… c’è solo un’ipotesi di introduzione a partire dal 2014.

  22. marco commenta:

    Nel caso di contratto di affitto più comune 4+4 in canone libero, la rinuncia di ogni aumento contrattuale, compreso l’adeguamento Istat legata alla scelta della cedolare secca si intende per l’intero periodo di 8 anni? oppure al momento delle proroga è possibile fare l’adeguamento istat relativo ai 4 anni precedenti ?

  23. dalproprietario commenta:

    No, la rinuncia agli adeguamenti Istat è per l’intera durata del contratto.

  24. Alessandro commenta:

    Se ho un contratto 4+4 già in essere ed ho già provveduto negli anni passati ad effettuare l’adeguamento Istat, optando per la cedolare secca devo ritornare all’importo iniziale? oppure vale l’ultimo aggiornamento effettuato?

  25. dalproprietario commenta:

    Suppongo valga l’ultimo aggiornamento effettuato.

  26. PIO commenta:

    MA NON HO CAPITO UNA COSA. QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA CEDOLARE SECCA SUGLI INQUILINI????
    LA TASSA DI REGISTRO CHE SI PAGA ANNUALMENTE NELLA MISURA DEL 50% CON IL PROPRIETARIO SI DEVE SEMPRE PAGARE????

  27. dalproprietario commenta:

    no, la tassa di registro viene assorbita dalla cedolare secca e quindi l’inquilino non la deve più pagare. Per favorire l’inquilino, inoltre, è stata introdotta una doppia aliquota, con la più bassa applicabile solo per i contratti a canone concordato. Qualora il tuo proprietario intendesse aderire alla cedolare secca, il consiglio per gli inquilini è che facciano pressione affinché sia stipulato un nuovo contratto a canone concordato.

  28. Lorenzo commenta:

    Qundo si parla del 20% del canone, s’intende quello annuo o mensile? Il reddito derivante dalla locazione dell’immobile residenziale (6000 euro annue con contratto 3+2 in un comune con alta densita popolativa e quindi con la riduzione del 15%+30%) non deve essere quindi dichiarato sul 730? Io sono un lavoratore con reddito da lavoratore dipendente di 27000 euro. Mi conviene passare alla cedolare secca?

  29. dalproprietario commenta:

    @Lorenzo, si intende il canone annuo, e in base al tuo reddito è consigliabile passare alla cedolare secca.

  30. patrizia commenta:

    ho un contratto affitto iniziato settembre 2010, e adeguamenti istat ancora non sono stati fatti, se applico la cedolare secca posso alla fine dei 4 anni togliermi dall’opzione della cedolare secca e fare l’aumento al contratto di affitto e poi rifare la cedolare secca, o quale tipo di aumento posso fare .

  31. dalproprietario commenta:

    @patrizia – Suppongo tu lo possa fare ma non siamo l’Agenzia delle Entrate.. Ti consiglio di sentire loro.

  32. roberto commenta:

    coa guadagnano linquilini con la cedolare secca puo aumentare il canone il propietaio dellimmobile grazie aspetto risposta

  33. dalproprietario commenta:

    @roberto, l’inquilino ci guadagna proprio perché il proprietario non può aumentare il canone, neppure per gli adeguamenti istat. Il canone può aumentare solo al momento della scadenza del contratto, stipulandone uno nuovo. L’inquilino può però far pressione perché il proprietario opti per un affitto concordato, cosicché possa usufruire della cedolare secca all’aliquota più bassa.

  34. pino commenta:

    ottimo blog!molto interessante e a tal proposito desiderei fare una domanda.
    Sono un dipendente pubblico(quindi,senza part.iva),POSSO AFFITTARE IL MIO APPARTAMENTO AD UNA DITTA O A UNA QUALSIASI SOCIETA’ CON LA MODALITA’ DELLA CEDOLARE SECCA?
    GRAZIE MILLE
    Pino

  35. nicola commenta:

    Ho unappartamento dato in comodato a mio figlio con regolare contratto, essendosi mio figlio trasferito in altra località, vorrei locare il suddetto appartamento ammobiliato a studenti o lavoratori, cosa dovrei fare per essere in regola e, diversamente, a cosa potrei andare incontro. Grazie

  36. DalProprietario commenta:

    @pino, sì che puoi.

  37. DalProprietario commenta:

    @nicola, essendo l’appartamento in comodato a tuo figlio, come locatore deve figurare lui.

  38. stefania commenta:

    Bungiorno , solo un’ informazione il caso è questo appartamento con contratto uso abitativo 4+4 il proprietario è un privato , mentre l’ inquilino è una società , posso fare la cedolare secca ?
    Grazie
    Stefania

  39. pino commenta:

    sono contentissimo che voi mi dite che posso affittare a una ditta!Ma ahimè all’agenzia immobiliare alla quale mi sono rivolto mi dicono il contrario.Sostengono che il rapporto
    deve intercorrere tra persone fisiche e non società o ditte o quant’altro e che a tal proposito
    sarebbe uscita una circolare abbastanza recente. GRAZIE!

  40. nicola commenta:

    Grazie! Naturalmente, locando mio figlio, tutte le pratiche ed i calcoli da effettuare dovranno tenere conto del suo reddito e del suo status. Giusto?

  41. DalProprietario commenta:

    @stefania, sì che puoi.

  42. DalProprietario commenta:

    @nicola, giusto.

  43. pino commenta:

    Vi sarò grato se riusciate a darmi una risposta al mio quesito sopra posto.GRAZIE!!!!!

  44. sergio commenta:

    E’ possibile applicare la cedolare secca quando il locatore è persona fisica e conduttore è una piccola società immobiliare (srl) con facoltà di subaffitto sempre a scopo abitativo nei confronti di terzi?

  45. paola commenta:

    buongiorno. mi sono trovata in buca lettere comunicazione propprietario.
    dice di avere deciso di optare per cedoare secca . per il futuro non saranno più effettuati ulteriori adeguamenti ISTAT sul canone attualmente in essere per il contratto di locazione dame stipulato.
    non ne so nulla. è un vantaggio per me affittuaria? se si , in cosa lo sarebbe?
    grazie

  46. DalProprietario commenta:

    @sergio sì, è possibile

  47. DalProprietario commenta:

    @paola, il vantaggio per te si riduce al risparmio di pochi euro all’anno, relativi agli aggiornamenti Istat. Il canone, in sostanza, rimane bloccato per tutta la durata del contratto.

  48. sociu adrian commenta:

    siamo in affitto dal mese di novembre 2010 il redito e basso il issee ,di 7300mila lavoro, sol io mantengo la moglie e due figli,poso usare la cedola secca?mi aiuta?

  49. DalProprietario commenta:

    @adrian, non sei te che puoi scegliere la cedolare secca ma il proprietario della casa!

  50. pino commenta:

    Sapete qualcosa in merito ad una nuova circolare che impedirebbe di applicare la nuova CEDOLARE SECCA tra locatore(pers.fisica) e conduttore Ditta,Società o simili?GRAZIE per una Vostra risposta.

  51. Amelia commenta:

    Gentilmente vorrei sapere se posso applicare la cedolare secca al mio appartamento ammobiliato dove ho fatto il contratto con una societa’ ma per uso abitativo di un suo dipendente.Grazie

  52. DalProprietario commenta:

    @Amelia, lo puoi fare.

  53. Valeria commenta:

    Salve, potreste farmi capire meglio il mio proprietario di casa cosa intendeva con questa raccomandata?
    Le comunico con la presente,essendo mia intenzione aderire al regime speciale della “cedolare secca sugli affitti” ai sensi dell’art. 3 c. 11 del D.Lsg. n.23 marzo 2011, di rinunciare alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di affitto, inclusi gli aumenti Istat, per il periodo del contratto di locazione stipulato con Lei, relativo all’immobile sito…………………………. Inoltre non saranno più dovute le imposte di registro annuali.

    Da premettere che qualche mese fa mi ha mandato un’altra raccomandata in cui mi chiedeva l’aumento del mensile… Ora ha voluto annullare l’aumento con questa raccomandata o ha solo voluto ricordarmi che devo pagare di più dal mese prossimo.
    Sono un po’ confusa perché dopo che mi è arrivata la raccomandata del proprietario, la figlia, che si occupa di pagamenti ecc.., mi ha ricordato che devo pagare di più il mese prossimo. Si sono fraintesi loro o ho capito io male? Spero di essermi spiegata, sono negata in materia. Grazie per la risposta.

  54. DalProprietario commenta:

    @Valeria, la raccomandata è solo un obbligo di legge, ossia il proprietario che decide di pagare le tasse con la cedolare secca è obbligato a comunicarlo all’inquilino. Questo perché la cedolare lo impegna a non modificare il canone di affitto per tutta la durata del contratto. Molto probabilmente il tuo proprietario, trovando utile per lui passare alla cedolare secca per pagare meno tasse, ha pensato bene di aumentarti il canone prima di effettuare il passaggio. L’aumento, ad ogni modo, può essere stato fatto esclusivamente applicando quanto previsto dall’Istat – quindi pochi euro – altrimenti mediante la stipula di un nuovo contratto (molti euro in più). Se non rientri in questi due casi, c’è qualcosa che non va.

  55. hidalgo commenta:

    Buonasera a tutti …
    dunque io sono la titolare di un negozio non di mia propietà, ma del quale ho un contratto di affitto commerciale con canone che purtroppo verso per metà con assegno, e per l’ altra metà in nero per contanti … dopo diversi tentativi sono solo riuscita a far rifare il contratto alla proprietaria, perchè il primo era veramente molto basso e avevo un 80% di scoperto… vista la situazione, posso beneficiare di un nuovo contratto
    d’ affitto regolare e del maxisconto sul canone se faccio presente la situazione all’ Agenzia delle Entrate ??? grazie per una vostra risposta, per me è molto importante sapere se posso fare qualcosa e se si agire di conseguenza … grazie

  56. DalProprietario commenta:

    @hidalgo, non ti so dire con precisione, perché se non ho capito male questi provvedimenti sono stati introdotti solo per i residenziali. E’ meglio se ti informi direttamente all’Agenzia delle entrate, magari telefonicamente.

  57. rossella commenta:

    buon pomeriggio.
    Devo affittare una parte di immobile di mia proprietà nel quale risiedo io stessa.
    L’affittuaria verrà una volta alla settimana (risiede lontano dal comune mio di residenza e per lavoro necessita di rimanere una,massimo 2 notti a settimana).
    Non percepisco reddito da 2 anni,quindi non ho fatto più dichiarazioni dei redditi,posso registrare il contratto di affitto con modalità della cedolare secca o è meglio se registro con le normali procedure?

  58. DalProprietario commenta:

    @rossella, visto il tuo basso reddito sono più convenienti le normali procedure.

  59. Tiziano commenta:

    Devo aspettare la scadenza naturale per applicare la cedolare secca ?
    In effetti nell’ultima dich.dei redditi ho optato per il regime tradizionale,ma ora stò cambiando idea. In effetti stò già pagando gli acconti per il 2012.
    Quando mi conviene cambiare?
    saluti e grazie

  60. messinese 88 commenta:

    Ho un appartamento in comodato con regolare contratto, per ragioni di lavoro son costretto ad abitare altrove. e possibile affittare il suddetto appartamento ? e se si chi deve stipulare il contratto? nel caso dovessi stipularlo io, avendo un reddito lordo annuo di € 17000 c irca, che percentuale dovrei pagare? la cedoloare secca al 20% è applicabile per i nuovi contratti? e se si , nel mio caso sarebbe conveniente?

  61. Simona Nunnari commenta:

    SALVE,DA CINQUE anni ho in affitto il vano tecnico di un condominio che il proprietario ha adibito ad uso abitativo.Non ha mai volutio registrare il contratto e mi ha sempre detto che tanto non potrei richiedere rimborso perche’ l’appartamento non e’ una vera casa,ma un vano tecnico,dunque non ha uso abitativo.da qualche giorno,pero’,insiste per la registrazione del contratto,dicendo,inoltre,che lo stesso deve essere registrato come affitto deposito e non come affitto abitazione.vorrei saper cosa c’e’ sotto.Vorrei anche sapere se e’ vero che non posso avre rimborsi sull’affitto sul quale il proprietario applica annualmente l’aumento istat?spero che possiate aiutarmi.grazie mille